Racconti di Bridge

Sergio Zucchelli

di Tiziano Agazzi

Incontravo Sergio Zucchelli quando, studente universitario, alla fine degli anni cinquanta, frequentavo a Bologna il bar del Magistratus.
Era un bolognese boccalone, che invitava sempre noi romagnoli ad imparare il bridge, visto che giocavamo bene a marafone.
L’ho incontrato di nuovo, dopo quasi trent’anni; io oscuro bridgista, lui campione olimpionico.
Di questi incontri ho alcuni ricordi.
Una volta, durante una riunione del Consiglio Regionale, di cui entrambi facevamo parte, era iniziata una discussione sull’attribuzione dei punti rossi o neri, a seconda del tipo di torneo.
Zucchelli sembrava poco interessato alla questione.
Quando fu richiesto il suo parere, rispose che, secondo lui, il problema dei punti neri non riguardava il Consiglio Regionale, ma l’estetista.
Un’altra volta lo incontrai nel corso di un torneo a squadre, organizzato dall’Associazione Bridge Imola, cui partecipavano anche alcune squadre di allievi.
Dopo un incontro mi disse: “Oggi me ne capitano di tutti i colori. Durante la dichiarazione un’avversaria mi ha detto che avrebbe voluto sapere quanti assi aveva il suo compagno, ma non sapeva come fare a chiederglielo. -Glielo chieda- ho detto io. Lei ha detto -Quanti assi hai?- Lui ha risposto -Due- ed hanno chiamato uno slam.”
Mi congratulai con lui per la sua disponibilità e tolleranza nei confronti degli allievi e lui disse: “Aspetta, il bello viene adesso: ho perso l’incontro per due a sei.”

Sergio Zucchelli

Nato a Bologna nel 1934 è stato uno dei migliori giocatori italiani negli anni ’70 e ’80.
Nel 1975 fu coinvolto nel famoso scandalo che portò a installare i sipari anche sotto i tavoli da gioco.
Fu il giornalista americano Bruce Keidan che lo accusò  assieme al suo compagno Gianfranco Facchini di scambiarsi dei segnali con i piedi sotto il tavolo prima dell’attacco ma, il Comitato della WBF, pur facendo arrivare ai due italiani una seria reprimenda, permise loro di continuare a giocare fino alla fine del Campionato ed il capitano degli statunitensi Alfred Sheinwoold, che voleva ritirare la squadra a stelle e strisce, fu costretto a completare la gara dalla sua Federazione.
Campione Italiano a Squadre Open nel 1984, vinse tre volte la Coppa Italia Open (1966, 1969 e 1973) e a livello internazionale, dopo essere stato campione Europeo a Squadre Juniores del MEC nel 1967, arrivò a vincere la Bermuda Bowl nel 1975.
Zucchelli, che era un World Life Master, è scomparso nel novembre del 2012 dopo una lunga malattia è anche stato il coach delle alfiere azzurre che hanno vinto l’argento agli Europei a Squadre  del 1987 e degli azzurrini che hanno vinto l’Europeo a Squadre nel 1988. 

Tiziano Agazzi

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