Rime di Bridge

La Smorfia

LA SMORFIA

Questa sera qui al Marconi,
in attesa di tenzoni,
tocca a Renzo entrare in scena:
cominciamo con la cena.

Mitighiam la gran calura
proprio in mezzo alla natura
con le cicale di contorno
a frinire tutte intorno.

Tutti gli allievi di quest’anno
sono qui per il compleanno
del maestro che con Annarita
un po’ ci complica la vita.

Con i trucchi del mestiere
dovrebbe render più leggere
le nostre scelte e le giocate
riducendo le cazzate.

Quando giochiamo qualche mano,
un esercizio sempre sano,
d’improvviso è alle nostre spalle
e qui dobbiamo aver le palle!

Non ti senti a proprio agio,
anzi aumenta un po’ il disagio
e hai la netta sensazione
di sbagliar dichiarazione.

Ha un metodo un poco “antico”
un po’ rude ma in fondo amico.
Se non basta un bel rimbrotto
gli può scappar lo scappellotto!

Ha più volte ribadito:
“non giocarla vicino al dito,
fai un bel ragionamento
e ne avrai gran giovamento”.

Ma lo sappiam, fra il dire e il fare
ci son di mezzo i monti e il mare.
Noi proviamo a ragionare
ma finiamo per sbagliare.

Lui paziente controlla tutto,
dal gioco bell oa quello brutto
e puntuale ci corregge:
“Queste licite son scoregge!”

Ogni anno 10.000 inglesi,
ben composti e assai cortesi,
nel Tamigi si buttan giù
per non aver smontato le atout.

Se uno commette un errorino
ti dice mettiamo il bavaglino
pronti a far una scorpacciata
per la licita sbagliata.

E se a volte sarà sorpreso
per il Bridge non vilipeso
non farà brutti commenti
ma addirittura complimenti.

Nonostante i suoi rilievi
c’è la fila degli allievi.
Lo potete immaginare,
tutti con lui voglion giocare.

Come detto è un poco rude
e la mano un po’ gli prude
come Annarita ha gran pazienza,
la passione e l’esperienza.

Siamo fieri del Maestro
che è dotato di gran estro
e gli diciamo: “Caro Mieti,
ti seguiamo, facci lieti!”

Martedi 23 Luglio 2019

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